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Le ultime ricerche sul mondo finanziario hanno dimostrato, ancora una volta, come l’Italia e gli italiani siano indietro nella conoscenza delle materie finanziarie. Oggi ti parlerò di come le nostre nonne, nel mio caso anche bis-nonne, fossero molto più virtuose nel gestire i propri risparmi di quanto abbiano poi dimostrato le generazioni successive.

Che metodo utilizzavano le nonne per risparmiare?

Semplice e intuitivo. Sapevano quale fosse il loro budget mensile e lo ripartivano in più “barattoli”, uno per ogni singola spesa che avrebbero dovuto sostenere nel corso del mese e dell’anno, per la gestione della casa e della famiglia. Oggi diremmo un barattolo per ogni obiettivo, fa più cool.

I barattoli erano proprio quelli delle conserve fatte in casa che tutte le nonne preparavano stagione dopo stagione.
Mettevano, sopra ogni tappo, un’etichetta e molto rigore: spesa alimentare, regali, assicurazione, bollette, benzina, ecc… L’ultimo barattolo era quello del risparmio.

In questo modo non spendevano mai più di quello che potevano. Tutto quello che avanzava alla fine del mese era il loro risparmio, che sarebbe stato destinato in futuro a diverse finalità.

Sembrerà semplicistico come approccio, forse banale e per qualcuno irreale. Sento già la frase: “ma se oggi non si arriva nemmeno alla fine del mese!!”

Io se avessi il potere di farlo darei un Nobel a queste nonne, un bel Nobel per l’economia.
Assurdo? Niente affatto! E’ stato davvero vinto un premio Nobel, da nessuna nonna è vero, ma da Richard Thaler ( un nonno ), che guarda caso si è ispirato proprio a questo metodo per la sua “teoria dei conti mentali”.

Come funziona la teoria dei conti mentali?

Immagina di dover andare a New York, risparmi i soldi per acquistare il volo, supponiamo 1000 euro, 200 euro al mese per 5 mesi, da gennaio a maggio. Compri il biglietto online, partenza Agosto. Arrivi all’aeroporto ma non trovi più il biglietto, lo hai perso ( lo so che oggi è tutto elettronico, questo è un esempio ).
Cosa faresti in questa situazione? ricompreresti il biglietto per altri 1000 euro o rinunceresti al viaggio?

Altra situazione: parti da casa con 1000 euro risparmiati nello stesso modo, arrivi in aeroporto per acquistare il biglietto e ti accorgi che hai perso i soldi!
Cosa faresti in questo caso? rinunci o ricompri un altro biglietto?

La teoria dei conti mentali di Thaler ci dice che nel primo caso il 90% delle persone rinuncia, mentre nel secondo caso il 50% ricompra il biglietto.

Capirai che questo comportamento è tutt’altro che razionale. In entrambi i casi si spendono altri 1000 euro. Quello che fa la differenza è da dove provengano questi soldi.

La teoria dimostra che i risparmi provenienti da un “conto mentale” tendono ad essere spesi in maniera differente rispetto a quelli non risparmiati in questa modalità. Per fortuna non siamo robot, ma dobbiamo imparare a convivere con le nostre emozioni.

Ecco perché ragionare per obiettivi, quando ci avviciniamo agli investimenti finanziari, ci permette di essere più focalizzati sul lungo periodo senza essere vittime delle nostre emozioni, che ci deviano verso tutti quegli stimoli quotidiani a cui siano sottoposti.

Se destiniamo dei soldi alla pensione difficilmente poi utilizzeremo gli stessi  per un viaggio, al contrario, le risorse accantonate  per un viaggio, se non spese, difficilmente verranno destinate all’obiettivo pensione, molto probabilmente verranno dissipate senza criterio!!

La dimostrazione di questo comportamento si ha quando troviamo delle monete nella tasca di una giacca che non usavamo da tempo: quelle monete non ci sembrano nemmeno nostre, tanto da spenderle alla prima occasione utile.

Nella trasformazione che ti porta dall'essere un risparmiatore ( accumulo senza rendimento ) a essere un investitore ( accumulo con rendimento ), la prima cosa che devi fare è pianificare i tuoi investimenti in obiettivi che verranno raggiunti in archi temporali diversi: brevi, medi o lunghi.

Gli obiettivi più sono concreti e meglio la tua mente riuscirà ad ordinarli, per esempio: viaggi, casa, auto, pensione, università per i figli, ecc…

Questo ti permette di acquisire consapevolezza e prendere decisioni sensate e razionali, senza farti influenzare dalle tue emozioni, che sono il tuo nemico primario negli investimenti.

In questo modo, puoi anche capire il perché nel web spuntino come funghi “guru” della finanza personale, non la loro però, la tua. Se non vuoi cadere preda di questi predatori, che puntano alla gola delle tue emozioni, dai sempre degli obiettivi ai tuoi risparmi. La leva su cui fanno forza è la confusione con la quale ci si avvicina agli investimenti appunto senza obiettivi.

Il passo più difficile da compiere, lo so benissimo io che vivo tutti i giorni in questo mondo di irrazionalità e intangibilità, è riportare tutto nel concreto, nel mondo reale.

Oggi abbiamo perso la bussola, non si ragiona più per obiettivi. Lo dimostra il fatto che quando chiedo ai risparmiatori che incontro del perché abbiano investito in uno o nell’altro strumento mi rispondono tutti allo stesso modo: “per guadagnare di più, perché sennò?”

Certo, il rendimento è importante, fondamentale in un investimento, ma capire da dove arrivi quel risultato lo è ancora di più. Ecco perché ad ogni investimento dobbiamo dare un obiettivo, per ogni obiettivo scegliere uno strumento, ogni strumento associarlo ad un rischio, ed infine per minimizzare il rischio dobbiamo individuare un orizzonte temporale adeguato all’obiettivo e allo strumento.

Perdere la rotta è molto facile, come ho detto prima non siamo robot. Dovrai però imparare a convivere con qualche momento di incertezza, paura ed ansia. Ti sentirai a volte spaesato, a volte scoraggiato. In queste situazioni riapri il cassetto di tua nonna dove metteva i barattoli, guardali, sono sempre lì, non si sono mossi e ognuno ha ancora la sua etichetta con su scritto un obiettivo.

Quegli obiettivi sono la tua risposta alla domanda: “perché stai risparmiando e investendo?”

 

 

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