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In Italia, solo il 30% dei lavoratori è iscritto ad un fondo pensione e versa regolarmente parte del proprio reddito . Rispetto ai paesi europei siamo indietro di circa 15/20 punti percentuali. Le ragioni sono 3:
- confidiamo molto nell’INPS 
- il lavoro è spesso precaro ( anche i contributi sono precari = doppio problema )
- non è ancora chiaro il ruolo della previdenza complementare

Negli ultimi anni sono aumentati gli iscritti alle forme di previdenza complementari, ma è diminuita la qualità con cui si partecipa. Va bene aderire ad una forma di previdenza complementare ma non tutte sono efficienti.

I PIP (Piani Individuali di Previdenza) per esempio, sono assicurazioni vita in genere molto costose e quindi aderire per molti anni a questi strumenti può pregiudicare in maniera importante i rendimenti e quindi il valore finale.

Se hai già aderito a qualche forma di previdenza complementare controlla subito con precisione cosa hai sottoscritto!!!

Il fondo pensione NON è uno strumento finanziario per tutti! In base alle categorie di lavoratori, che ti illustro a breve, cambiano gli obiettivi per i quali vada sottoscritto o meno un fondo pensione.

 

Ho identificato 3 categorie di lavoratori che più di altri possono godere dei benefici del fondo pensione:
1. dipendenti con reddito basso/medio basso ( da 1200 a 3000 euro netti mensili )
2. dipendenti con reddito alto ( più di 5 mila euro netti mensili )
3. liberi professionisti / imprenditori ( più di 15 mila euro lordi all’anno )

Se non appartieni a nessuna di queste categorie non è detto che per te non serva il fondo pensione, ma è una scelta personale comunque da valutare caso per caso.

Se hai un reddito intermedio tra la prima e la seconda categoria, valgono gli stessi presupposti ma gli obiettivi diventano soggettivi, più avanti ti elenco quali sono.

Se hai un reddito inferiore a 1200 euro mensili, una situazione precaria o instabile, il fondo pensione non fa per te, a meno che tu non abbia altre entrate ( affitti, rendite immobiliari, partecipazioni societarie ecc… ). Il mio consiglio in questo caso è di aderire al fondo pensione solo con il TFR! (TRATTAMENTO FINE RAPPORTO).

In alternativa esistono altri strumenti che puoi sottoscrivere, come i piani di accumulo ( PAC ), che hanno finalità e caratteristiche simili, ma che hanno minori o inesistenti vincoli.

Il fondo pensione ha 2 obiettivi ben distinti nel tempo ( presente e futuro ):
- obiettivo presente (ora/adesso ): riduzione della base imponibile del tuo reddito, quindi risparmio fiscale immediato.
- obiettivo futuro: Creazione di un capitale da utilizzare ai fini pensionistici previdenziali.

 

Andiamo a vedere nel dettaglio questi obiettivi e a quali categorie di lavoratori possono sposarsi meglio.

 

DIPENDENTI CON REDDITO BASSO

se appartieni a questa categoria il fondo pensione fa al caso tuo. Quello che devi darti è un obiettivo futuro, accantonare cioè una parte del tuo reddito ai fini pensionistici. L’unico scopo è la creazione di un capitale utile nel momento in cui abbandonerai il tuo lavoro.

Durante la vita lavorativa il tuo reddito potrebbe non essere sufficiente alla creazione di un altro capitale e la pensione pubblica che riceverai potrebbe essere di molto inferiore al reddito a cui sei e sarai abituato.

Il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di iniziare il prima possibile ad accantonare piccole cifre, ma costanti. Sono sufficienti 100/200 euro al mese per un tempo lungo, 25/30 anni, per avere un buon capitale su cui fare affidamento durante la pensione.

 

DIPENDENTI CON REDDITO ALTO

se appartieni a questa categoria, il tuo è un obiettivo presente, il fattore determinante affinché tu aderisca è l’abbattimento del tuo reddito imponibile. Cosa vuol dire? Lo vediamo dopo.


Nel tuo caso non sarà così rilevante ottenere un capitale ai fini pensionistici perchè la pensione che percepirai, seppur più bassa rispetto al tuo reddito, sarà sufficiente a garantirti una vita dignitosa. Inoltre con un reddito alto durante la tua vita è molto probabile che tu abbia accumulato un altro capitale a cui potrai attingere, una casa di proprietà e magari una seconda casa che affitterai per aver un ulteriore reddito.

Vediamo come ridurre la tua base imponibile e risparmiare sulle imposte: se hai un reddito annuo lordo di 60 mila euro la tua aliquota fiscale più alta è del 41%. Versando 5 mila euro nel fondo pensione il tuo reddito risulterà essere 55 mila euro, perché i versamenti al fondo sono deducibili al 100% ( fino ad un massimo di 5164,57 euro) dal proprio reddito.


Quindi le tasse che avresti dovuto pagare per i redditi da 55 a 60 mila euro non le pagherai e avrai un risparmio fiscale di 2050 euro.
In sostanza pagherai le tasse solo su 55 mila euro e non su 60 mila euro.

 

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LIBERI PROFESSIONISTI / IMPRENDITORI

Se appartieni a questa categoria, entrambe le condizioni descritte sopra vanno bene. Il tuo obiettivo è duplice: sia presente che futuro. Nel tuo caso devi farti carico della tua pensione futura: sia di quella pubblica ( INPS o cassa previdenziale di categoria ) che di quella privata ( per mezzo del fondo pensione ).

Il tuo scopo sarà quindi di ridurre il più possibile la tua base imponibile, per un massimo di 5164,57 euro annui e, al tempo stesso di accantonare una discreta somma per la pensione. Per te è fondamentale questo aspetto perché non puoi contare sul TFR, su cui invece i dipendenti possono fare affidamento.

Anche nel tuo caso vale la regola: prima inizi e più piccolo potrà essere il versamento al fondo pensione. Al contrario più tardi cominci e più alto dovrà essere il contributo annuale. Non ha senso aderire ad un fondo pensione con 100/200 euro al mese ( 1200/2400 all’anno ) per 10 anni, ha senso invece farlo per 30 anni.

 

Se vuoi approfondire questa tematica posso fornirti un’analisi gratuita della tua situazione previdenziale, anche qualora tu abbia già aderito a qualche forma di previdenza complementare.
Se ancora non ti sei avvicinato a questi argomenti posso fornirti un report completo per come pianificare al meglio la tua pensione integrativa.

 

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